9.10.09
6.10.09
21.9.09
Don Giorgio e il commento dello scandalo
Perché onorare la morte di mercenari, quando ben pochi si ricordano dei veri testimoni della carità e della giustizia?
La notizia è nota. È andata su tutti i quotidiani, in tv, è rincorsa in tutto il Paese. Appunto, come una folgore. Sei militari italiani, parà della Folgore, sono morti e altri quattro sono rimasti feriti in Afghanistan in seguito a un attentato kamikaze che ha colpito un convoglio della Nato sulla strada che porta dal centro cittadino all'aeroporto della capitale, Kabul.
Tutti hanno espresso rabbia, disapprovazione, con le solite parole di rito. Ipocrite. Come si fa a non imprecare contro gli attentatori, vigliacchi, delinquenti, ecc. ecc. ? Il nostro Ministro Ignazio La Russa - a cui evito l'epiteto dell'articolo precedente che l'Avvocatura in persona della Curia m milanese mi ha costretto a cancellare, dietro velate minacce - è stato veramente efficace: "vigliacchi, infami, non ci fermeranno". Contro chi l'onorevole (!) ha scagliato queste parole? Non lo sa nemmeno lui. "Non ci fermeranno": ma dove vorrebbe andare il Ministro? Lo sapete voi? Io no.
Gli italiani, lo sappiamo, sono un popolo dalle lacrime facili, dalle emozioni immediate, pronti subito a parlare del milan o dell'inter. Ma si dicono cristiani, perciò dalla parte delle apparenti vittime, vittime di un sistema che le ha contagiate di una esaltazione paranoica patriottica.
Perché non riflettere seriamente?
Subito ci si lascia prendere dalla paura di essere tacciati di antipatriottismo o, ancor peggio, di quella anti-italianità che sembra la vergogna del miglior italiano.
Si ha paura a dire ciò che tanti pensano, proprio perché ci si sente addosso tutti i giudizi di un Paese che in certe occasioni, solo in certe occasioni, si sente in dovere di stare unito. Sembra che solo l'amor di Patria unisca gli italiani, non interessa se poi su tutto il resto si dividono fino a dilaniare la stessa Costituzione.
Perché, allora, non si ha il coraggio di dire che i nostri militari che si trovano nelle zone calde di una guerra non sono altro che mercenari, pagati profumatamente dal governo, cioè da noi, per svolgere un mestiere (perché parlare di "missione", parola nobile da lasciare solo ai testimoni della carità?) che consiste nello sparare su bersagli umani, senza distinguere troppo se si tratta di bambini o di nemici armati?
Quanti bambini morti o feriti gravemente, effetti collaterali di quel brutto mestiere che si chiama guerra!
I nostri militari firmano, sanno quello a cui vanno incontro, vengono stipendiati, e perché allora idolatrarli quando ci lasciano la pelle?
Ma certo che sono persone, e che di fronte alla morte tutti meritano rispetto. Ma proprio tutti?
E chi piange i morti a causa della fame, della violenza, delle ingiustizie?
Perché onorare la morte di mercenari, quando ben pochi si ricordano dei veri testimoni della carità e della giustizia?
Chi si è ricordato e si ricorda di Teresa Sarti, moglie di Gino Strada? Una grande donna, altro che i maschioni fascistoidi della Folgore!
Perché a lei nessun riconoscimento dello Stato?
Lo Stato si è ricordato di Mike Buongiorno, e l'ha gratificato anche economicamente con un funerale di Stato, ovvero tutto a spese dei cittadini italiani.
Non parliamo della Chiesa che ha tributato al super-divorziato gli onori di un santo, con solenni esequie celebrate in quel Duomo che, se potesse parlare, urlerebbe tutta la propria rabbia. Perché due pesi e due misure?
Mercenari, sì, i nostri soldati, anche se, dicono, ormai si va verso un esercito di professionisti. In fondo, l'abbiamo voluto noi: abbiamo lottato, anche con l'obiezione di coscienza, perché si potesse rifiutare il servizio militare. Ed ecco i frutti: un esercito di gente altamente specializzata per sparare "meglio", per colpire "meglio" l'avversario.
E, infine, non ci si arrabbia al pensiero di milioni di soldati che nelle precedenti guerre mondiali sono morti, senza ricevere una lira, senza alcun riconoscimento da parte dello Stato? Poveri cristi: obbligati, pena il delitto di diserzione, ad abbracciare una divisa e andare in guerra. Per quale scopo?
E noi siamo qui a onorare dei mercenari?
Notabene. Perché il Governo, o chi per esso, non fa una legge che almeno proibisca a chi è sposato e soprattutto ha dei figli di fare il militare nelle zone a rischio?
Fonte: Don Giorgio
I MIEI SINCERI COMPLIMENTI A DON GIORGIO!!!
19.9.09
14.9.09
1.9.09
Ciao Teresa

Teresa Sarti
28 marzo 1946 - 1 settembre 2009
Dopo avere insieme condiviso per quindici anni il tempo dell'amicizia, del rispetto per la vita e per la sofferenza di tutti, dopo il lungo tempo di affetto, di speranze, di timore per la sua sorte personale, Emergency annuncia la morte della sua presidente Teresa Sarti Strada.
Con la stessa apertura e con la stessa semplicità che aveva voluto per la vita di Emergency, Teresa ha accettato anche in questi suoi ultimi giorni la vicinanza di tutti coloro che hanno voluto esserle accanto. La serenità consapevole con la quale è andata incontro alla conclusione del suo tempo ha espresso il coraggio e la determinazione che rappresentano la verità della nostra azione in un'attività che ha dato senso alla sua e alla nostra esistenza. La dolcezza del ricordo coincide per noi con il rinnovo dello nostro impegno per la pace e per la solidarietà.
EMERGENCY
Fonte: Emergency
25.8.09
Carlo Giuliani ragazzo
Carlo Giuliani è stato ucciso per legittima difesa: la corte europea di Straburgo conferma le conclusioni della magistratura italiana sulla morte di Carlo, ucciso dallo sbirro in servizio Mario Placanica durante il G8 del luglio 2001.
Il carabiniere che al G8 di Genova uccise Carlo Giuliani agi' quindi"per legittima difesa" , con buona pace dei sinistri che guardano sempre all'Europa per lamentarsi di un'Italia dominata dai Berlusconi, quella stessa Europa che impone le direttive infami che permettono ad un governo come quello italiano di licenziare in parlamento leggi disumane come quelle contenute nel famigerato "Pacchetto Sicurezza".
Secondo la sentenza della corte il militare che sparo' a Giuliani non e' ricorso a un uso eccessivo della forza, ma ha risposto a quello che ha percepito come un "reale e imminente pericolo per la sua vita e dei suoi colleghi". La Corte ha dato invece ragione ai familiari di Carlo Giuliani riconoscendo come l'Italia avrebbe dovuto svolgere un'inchiesta per stabilire se il fatto potesse essere ascrivibile a una cattiva pianificazione e gestione delle operazioni di ordine pubblico.
Un colpo al cerchio, uno alla botte: in questo la Giustizia Europea è migliore di quella italiana...
Infine i giudici di Strasburgo hanno ritenuto che, a differenza di quanto sostenuto dalla famiglia Giuliani, il governo italiano abbia cooperato sufficientemente con la Corte, consentendo di condurre un appropriato esame del caso. Nessuna violazione, dunque, dell'articolo 38 della convenzione che impone agli Stati contraenti di fornire tutte le informazioni richieste dai giudici di Strasburgo. Come dire: tra comprimari non ci si pesta i piedi.
Carlo era uno di noi, ed era dalla parte giusta, e lo sarebbe stato anche in futuro se un carabiniere "in servizio" non avesse messo fine alla sua giovane vita. Per la legge la sua vita vale 40.000 euro, lo ha deciso la corte dei diritti dell'uomo, uno di quei mitici organismi che sembrano al di sopra del bene e del male.
Fonte: Infoaut
NON CHIEDETEMI DI AVERE FIDUCIA NELLA GIUSTIZIA.....
PER FAVORE....






