13.9.08

Sperperi per il papa in Sardegna

Un milione e una coppa d’oro massiccio e pietre preziose: tanto costerà ai cittadini sardi accogliere il rappresentante di un dio in terra a Cagliari. Ma la Chiesa non si dichiara soddisfatta e ne chiede altri 400.000 subito erogati dalla Regione.

Se foste il governatore della Regione Sardegna cosa fareste con un milione di euro per la collettività? Be’, potreste cominciare con il rimettere a posto le infrastrutture dell’isola, come strade e ferrovie. Magari concludere gli infiniti lavori della strada statale 131 che collega Cagliari al nord dell’isola. O mettere in sicurezza la 195 dove cittadini e turisti trovano la morte ogni anno (il bassista di Carmen Consoli morì dopo un concerto nel 2006). Oppure costruire nuovi reparti negli ospedali sardi, potenziare il centro del microcitemico (giusto per aiutare a debellare le malattie endemiche dei sardi). Magari aiutare i 350 mila poveri della Sardegna con strutture e accoglienza. Con un milione di euro si potrebbero creare circa 30 borse di studio triennali per dottorati di ricerca. O se non vi piace l’approccio samaritano magari preferite un potenziamento delle strutture turistiche, culturali o di energia alternativa come eolico e fotovoltaico? 

SOLDI REGALATI - Insomma alla Sardegna di certo non mancano le cose da migliorare o da valorizzare. Invece quel milione di euro come è stato speso? Il 7 Settembre quel milione di euro scomparirà in meno di 10 ore e il giorno dopo non ne rimarrà più nulla. Come? Semplice: la Regione Sardegna ha devoluto un milione di euro alla Curia Arcivescovile della Diocesi di Cagliari per accogliere per dieci ore Papa Ratzinger per l’evento definito “Il Papa in Sardegna”. Che siate cristiani protestanti o ortodossi, musulmani, ebrei, indù, buddisti, non credenti o appunto cattolici non fa differenza. I vostri soldi verranno spesi per il capo della Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Non solo, ma i soldi verranno gestiti dalla Diocesi cagliaritana e non dalla stessa Regione. In pratica sono stati regalati dei soldi pubblici a fondo perduto e senza ricevuta dei pagamenti ad una organizzazione di parte. Un po’ come se per accogliere Bill Gates la Regione chiedesse alla stessa Microsoft di organizzare l’evento.
SOBRIETÀ - Come verranno spesi questi soldini?Sicurezza, trasporti (come se il Papa non disponesse di ingenti somme per queste due spese!), una serie di maxischermi per riprendere l’evento e soprattutto un calice d’oro massiccio di 1,5 Kg tempestato di pietre preziose. Oro sardo ovviamente (miniera di Furtei, l’unica miniera d’oro italiana) e al prezzo attuale dovrebbe costare intorno ai 25000 euro (solo l’oro puro, poi per le pietre e la lavorazione la cifra sale vertiginosamente). La coppa dell’ “umile operaio nella vigna delSignore” è stata battezzata il “Calice dei Sardi” giusto per ribadire che è stato pagato con le tasse dei sardi. Una sorta di santo Graal da cui Ratzinger berrà il vino durante la messa. Probabilmente nessuno dei protagonisti ha mai visto Indiana Jones nella scena in cui sceglie il Graal di legno e imparato qualcosa da questa.
NON BASTA - Ma non è finita qui, perché l’Arcivescovo Mani oltre ad aver speso tutti i soldi donatigli dalla Regione, senza alcun pudore ha chiesto ulteriori 400.000 euro per i palchi e le infrastrutture. Con la Deliberazione n. 44/43 del 6.8.2208 la Regione Sardegna, con firma Renato Soru, ha regalato, senza chiedere conto di dove fosse finito l’altro milione di euro, altri 400.000 euro. Non osiamo chiedere quanto avranno speso Comune e Provincia di Cagliari. La città ovviamente sarà sequestrata ai cittadini e blindata. Tutte le vie principali del centro verranno chiuse per tutta la giornata fin dalla notte precedente. Non organizzate gite alla spiaggia del Poetto quindi.

NESSUNA PROTESTA - Ma, ci chiediamo, davvero c’è bisogno di così tanto denaro per accogliere una personalità importante come il Papa? Davvero bisogna sequestrare una città (e denaro!) ai sardi per dieci orette di percorso in papamobile? Il fatto che il governatore Soru (Partito Democratico e inventore di Tiscali) abbia donato questo denaro, il suo uso smodato e volgare, dato a occhi chiusi ad una organizzazione di parte, il fatto che venga patrocinata da forze armate, polizia, vigili del fuoco e da tutte le istituzioni che dovrebbero essere superpartes, non turba gli animi di alcuno in Sardegna. A parte qualche timida protesta di qualche anticlericale in rete, nessuno tra politici o giornali si è opposto o ha protestato. Tutto questo spreco nella Sardegna del 2008 non fa scandalo. Tra i kit in vendita a 4 euro con magliettina, cappellino e bandierine dello Stato del Vaticano e l’immagine di Ratzinger riflessa su tutte le tv e i giornali sardi per settimane, tutti i sardi vedranno i loro soldi scendere dal calice d’oro direttamente sulla bocca del Papa. E in rete qualcuno difende lo spreco di denaro pubblico dicendo che è ora di dire basta a questo “pauperismo d’accatto”! E già, la Chiesa per troppi anni si è vestita di sandali e abiti stracciati: è giunta l’ora di voltare pagina.



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