16.2.09

Ri-vince Chavez




Il 54,36 per cento di venezuelani ha detto “sì” al progetto di riforma della Costituzione che rende rieleggibili molte cariche pubbliche compresa quella del capo di Stato. Una vittoria quasi annunciata che rilancia i piani del “socialismo bolivariano” del presidente Hugo Chávez, ratificando il trionfo del Sí, con 6.003.544 di voti (54,36%). Il No ha ottenuto il 45,63% dei voti, per un totale di 5.040.082 di voti. L'astensione è stata del 32,95%,dato che dimostra un alto livello di partecipazione elettorale.

Nelle sue prime dichiarazioni dopo i risultati, il presidente Chávez ha annunciato che tra i primi obiettivi del nuovo corso ci sarà un approfondimento della battaglia contro l'insicurezza sociale. Parallelamente si è già reso disponibile a ri-proporsi come candidato per le elezioni presidenziali del 2012. Il risultato di oggi recupera e oltrepassa la battuta d'arresto che i progetti di revisione costituzionale subirono a fine 2007, quando un più ambizioso progetto di riforma venne bocciato alle urne.

Nella proposta del 2007, oltre a una ridefinizione dei poteri del presidente, si parlava di ridurre la giornata lavorativa a sei ore, di inibire qualsiasi forma i monopolio privato lasciando allo Stato i diritti sulle risorse naturali e la prestazione esclusiva dei servizi pubblici essenziali, sia pur attraverso imprese miste. Si catalogavano le cinque forme di proprietà (“pubblica”, “sociale”, “collettiva”, “mista” e “privata”) ricordando che lo Stato avrebbe avuto accesso ai beni espropriati anche durante i procedimenti giuridici. Si aboliva il latifondo e si assegnava definitivamente la Banca centrale alla guida dello Stato. E si proponeva una corposa serie di riforme dell’organizzazione e della partecipazione politica, basata sui Consigli del potere popolare, per garantire al popolo una presenza “da protagonista” nelle decisioni.

Il risultato, nella sua ambivalenza, mostra l'asprezza della lotta oggi in campo in tutto il continente latino-americano: una fortissima polarizzazione sociale tra sostenitori di più marcate politiche popolari e anti-oligarchiche da un lato; classi medio-alte, molto vicine a Washington e preoccupate nel difendere i loro privilegi (nessuna redistribuzione verso il basso, università private e per pochi, privatizzazione delle ricchezze nazionali nelle mani di pochi oligarchi) dall'altro.

Fonte: Infoaut

LUNGA VITA AL COMPAGNO CHAVEZ!!!

10 commenti:

Blogger ha detto...

Chavez no, ti prego, era più moderato Lenin.
Ho sbagliato nome, lo so, rischi di darmi una risposta che non voglio sentire.
Vabbè.
Viva Juan Carlos!
Con amicizia.
Blogger

Aride ha detto...

Tranquillo blogger,non ti preoccupare per la risposta, anzi magari potresti pure condividerla.
Il sottoscritto stima Chavez per diverse ragioni, ad esempio per avere il coraggio di opporsi agli usa e ad israele, e poi chi l'ha detto che la moderazione sia un pregio?
Con affetto

pierprandi ha detto...

Pur non amando le cariche a lunga durata, ammiro anche io Chavez per il fatto che è stato uno dei pochi a prendere posizione contro il massacro di Gaza...Coraggio che la gran parte dei leader mondiali non hanno avuto. Hasta siempre

l'incarcerato ha detto...

Passo di qua, non so se conosci il Rockpoeta. Un bravissimo blogger, e in più poeta. Però questa volta gli sono andato contro, ed ero l'unico perchè si trattava di difendere Chavez. Come ho scritto lì, lui ha utilizzato il referndum(la volta scorsa aveva perso) per modificare la costituzione. Mentre qui la modificano a colpi di maggioranza.

E poi si tratta solo di avere la possibilità di essere rieletto, da noi si può essere rieletti innumerevoli di volte.

ps detto tra noi, io sono contento per la sua rieleggibilità, il Venezuela ha ancora bisogno di andare avanti con le sue bellissime riforme!

l'incarcerato ha detto...

Dimenticavo, il mio amico Rockpoeta è qui : http://agoradelrockpoeta.blogspot.com/

Aride ha detto...

Come ho scritto in un altro post, credo che ogni fatto debba essere contestualizzato, storicizzato, calato nella realtà sociale,politica, economica. Qui viene data la possibilità di ricandidarsi innumerevoli volte. E' chiaro poi che la decisione finale di premiare o meno il candidato spetta al popolo. Da noi, oltre a modificare la Costituzione a suon di maggioranza, viene data la possibilità di ricandidarsi come parlamentare, inoltre il popolo non può neppure votare direttamente il candidato limitandosi ad esprimere la preferenza per una lista o coalizione. Sono poi le segreterie di partito a decidere chi eleggere e chi no. Non c'è qualche piccola differenza tra le due situazioni?

@l'incarcerato: passo a breve a far visita al rockpoeta che non conosco ancora.

alexilgrande ha detto...

Io mi definisco socialista. In passato ho votato Per il Bene Comune e prima avrei votato per Diliberto, che da moltissimi comunisti amaranto è ritenuto un social-democratico. Ma, come ho già detto anche nel mio blog, mi lasciano sempre perplesso le cariche a lunga durata.

Spero solo che questo emendamento permetta a un rivoluzionario di portare al "Bene comune" e non al solo ed esclusivo bene personale.

Ultima cosa: Non tutti i paesi che si oppongono agli yankee sono dei grandi paesi, anzi. Spesso sono delle vere e proprie dittature oppure democrazie finte come nel caso dell'Iran.

Elsa ha detto...

mah... Chavez aspetto e vedo!

intanto da noi... Berlusconi la vendetta:(((

fabrax ha detto...

ciao Aride, mi daresti una tua personale definizione di rivoluzione? Io a quasi 47 anni, non l'ho ancora capita...

Aride ha detto...

@alexilgrande: sarà pur vero che non tutti gli stati che si oppongono agli yankees sono grandi paesi, sarà, intanto hanno il coraggio di "sfidare" i padroni del mondo, che a mio avviso sono pure i peggiori dittatori del mondo, almeno fino ad ora, e non mi pare poco.

@Elsa: cazzo, neppure Soru.... Sono davvero dispiaciuto, in quanto ritengo abbia lavorato davvero bene. Penso ad esempio alla legge sulla tutela del territorio... Ancora una volta sono deluso da come la gente si esprime nel segreto dell'urna. A questo punto non mi resta che dire: CHI E' CAUSA DEL SUO MAL PIANGA SE STESSO. Chiedo scusa, ma quando è troppo è troppo.

@fabrax: intanto grazie per la visita. Passo sicuramente da te a breve, poi grazie per la domanda.
In due parole penso che la Rivoluzione sia un cambiamento, una trasformazione radicale, che parte dal basso.
Se vorrai avremo tempo e modo di approfondire l'argomento... Ti anticipo soltanto che la prima e indispensabile rivoluzione alla quale credo si debba tendere è quella personale. Senza questa infatti tutto diviene impossibile.