6.4.09

Terremoto in Abruzzo: allarme inascoltato!

 

 Terremota abruzzo 2009

Un terremoto di magnitudo di 5,8 gradi della scala Richter (simile per intensità a quello del 1997 in Umbria) ha colpito alle 3.32 di questa notte la zona de L'Aquila, in Abruzzo, causando il crollo o il lesionamento di centinaia di edifici e un numero imprecisato di vittime.  Centinaia i feriti e decine di migliaia gli sfollati non solo a L'Aquila ma anche in numerosi centri minori, radunati in gran parte nello stadio cittadino.
L'ospedale cittadino è parzialmente inagibile, chiusa l'autostrada A24 e assente l'acqua potabile in gran parte delle zone colpite. In queste ore continuano comunque le operazioni di ricerca dei dispersi e rimozione delle macerie, ma la situazione resta drammatica anche per lo stillicidio di scosse di assestamento che stanno riguardando l'area. Il sisma notturno è stato avvertito in tutto il centro Italia, fino a Roma, mentre solo ieri un'altra scossa aveva colpito la zona a cavallo fra Romagna e Marche.
Nonostante l'immediato battage mediatico vada dicendo fin da questa mattina l'evento sismico non era assolutamente prevedibile, da giorni la zona de L'Aquila era colpita da scosse di terremoto. A testimoniarlo, fra le altre cose, la richiesta inoltrata al Governo proprio dal Comune aquilano affinchè lo Stato riconoscesse lo stato d'emergenza: una richiesta datata 1 aprile 2009, ossia ben 5 giorni fa. Forti polemiche anche sulle previsioni del sisma fatte nei giorni scorsi da Gioacchino Giuliani, ricercatore ai laboratori del Gran Sasso dell'Istituto nazionale di fisica nucleare. Nei giorni scorsi lo strumento creato da Giuliani aveva rilevato la presenza massiccia di precursori dei terremoti nella zona di Sulmona, attraverso i livelli di gas radon liberati dalla crosta terrestre. Poi il sisma non era avvenuto e lui era stato denunciato per procurato allarme.

 

Fonte: Infoaut

2 commenti:

Andrew ha detto...

un pensiero agli amici abruzzesi

pierprandi ha detto...

La solita Italia... Ma ora cerchiamo di aiutare chi ora sta soffrendo, poi verrà il tempo delle polemiche. A presto vecchio mio e Hasta siempre!