21.4.09

Nuova Resistenza

Giuliano Giuliani Esistono terminologie diverse per rappresentare la situazione di sfascio nella quale vive il Paese. Fra queste, è molto usata l’espressione “democrazia autoritaria”, un evidente ossimoro che non si capisce se voglia salvare la forma affermando la sostanza o attenuare la sostanza privilegiando la forma. Chi usa questo ossimoro rifugge, considerandola una eccessiva semplificazione, dalla espressione “fascismo”, indubbiamente più efficace sotto il profilo comunicativo ma anche più aderente alla sostanza.
Io penso che l’errore frequente sia quello di rivisitare il fascismo sotto i suoi aspetti folcloristici, se così mi si permette di valutarli: stivaloni, orbace, tinteggiatura delle camicie, inni sgradevoli, ma anche populismo e battaglie del grano (dove per grano si può intendere, di volta in volta, aumento della cubatura delle villette, ospitalità nelle villone dei terremotati, social card, eccetera). No, il fascismo di ieri era altro, e ben altro quello di oggi.
Per stare alle cose drammatiche o più oscene di questi giorni, il fascismo di oggi è: dire che non si devono perdere troppe ore dietro alle inchieste sulle cause dei crolli perché l’esigenza è costruire in fretta; aver sostituito 1 con 2, come si è fatto in Abruzzo riducendo così per L’Aquila il grado di pericolosità sismica; non aver fermato i camion che portavano via le macerie, sottraendo così prove certe per la responsabilità di aver usato materiali scadenti; scatenare un processo a Santoro e Vauro (per quest’ultimo con l’imbroglio di un vescovo indecente) per l’unica vera ragione, aver citato a voce alta fra i costruttori Impregilo (l’impresa del ponte cara al premier); aver ridotto le sanzioni ai padroni in caso di incidente mortale di lavoratori che gli stessi padroni privano dei più elementari sistemi di sicurezza; o addirittura come vuol fare Sacconi con i manager della Thyssen, escludendoli retroattivamente dalla responsabilità e circoscrivendole a qualche sprovveduto caporeparto; convincendo sindacati di comodo a firmare un accordo separato che esclude di fatto dall’esercizio del diritto contrattuale milioni di lavoratori delle piccole e piccolissime imprese; decidendo a casa propria i vertici dell’informazione pubblica e continuando a minacciare pubblicamente quei pochi giornalisti che si ostinano a tenere la schiena dritta; proponendo nuovi scudi per il rientro dei capitali mentre al G20 si sono ventilate misure contro i paradisi fiscali; rimettere in libertà per decorrenza dei termini una ventina di mafiosi condannati perché il giudice non ce l’ha proprio fatta in un anno e mezzo a scrivere le motivazioni della sentenza; e l’elenco potrebbe continuare per intere pagine.
E’ contro questo fascismo di oggi, il fascismo vero, che ritengo necessaria una nuova resistenza, capace cioè di recuperare la disponibilità, la partecipazione, la passione, i valori, l’eticità, la coesione e l’unità che caratterizzarono la Resistenza, e le cui modalità non possono che essere quelle stabilite dai doveri e dai diritti della nostra Costituzione repubblicana e antifascista.


Genova - 21 aprile 2009
Giuliano Giuliani

Fonte: A sinistra

CONTRO I FASCISMI DI IERI, DI OGGI, DI SEMPRE...

RESISTERE! RESISTERE! RESISTERE!

CON CARLO NEL CUORE!!!

2 commenti:

NADIA ha detto...

hola ho letto la lettera da Loris, il grido è lo stesso la vera resistenza comincia adesso!!!
hasta siempre!!

Te-Pito-O-Te-Henua ha detto...

Hasta la Victória ...
Ciao.
Sill